Come aprire un home restaurant

Come aprire un home restaurant

Volete sapere come aprire un home restaurant? Leggete questa guida e troverete tutte le risposte alle vostre domande in merito alla documentazione ed ai requisiti necessari per trasformare casa vostra in un ristorante e mettere su una vera e propria attività imprenditoriale.

Come aprire un home restaurant: un po’ di storia

home restaurantL’home restaurant è nato nello scorso decennio e, poco alla volta, ha cominciato a diffondersi un po’ ovunque, inizialmente soprattutto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Sappiamo bene che il sogno di tanti cuochi o, comunque, di coloro che si occupano di ristorazione è quello di aprire un ristorante ma gli ostacoli affinché tale sogno possa diventare realtà sono tanti. Uno dei primi è sicuramente quello economico. Aprire un ristorante ha un costo importante e non sempre si dispone dei fondi necessari per dare il vita all’attività. Anche se si dovessero trovare i soldi per aprire un ristorante ci sono i costi di gestione che potrebbero ugualmente essere alti. Nel settore la domanda resta alta, così come l’offerta. Di conseguenza, sono buone le chance di successo ma rischiano di essere considerevoli anche le probabilità di chiusura dell’attività. L’home restaurant dà la possibilità di trasformare, ovviamente solo in maniera occasionale e saltuaria, la propria abitazione in un ristorante aperto non soltanto per conoscenti e amici ma anche per altre persone.

In Italia

home restaurantNon si può dire che sia stata l’Italia a proporre questa nuova tendenza ma è lecito affermare che, di recente, anche nel nostro paese la moda dell’home restaurant si sta cominciando ad affermare. Alla base di tutto, comunque, ci vuole una grande passione per la cucina, unita ad una buona ospitalità. Non è da tutti aprire la propria casa anche ad individui sconosciuti ma quest’attività può rivelarsi molto soddisfacente sotto tanti punti di vista, se svolta in maniera corretta. Nel nostro paese diverse persone hanno già provveduto a dare vita ad un home restuarant. E’ importante dire che l’home restaurant si è sviluppato e funziona soprattutto grazie alle grandi opportunità che offre il web. Chi offre un servizio di questo tipo non può prescindere dall’essere presente sul web. E’ fondamentale aprire un sito web nel quale indicare il servizio che si offre al pubblico e i recapiti telefonici per mettersi in contatto con i proprietari dell’abitazione. Inoltre, sarebbe importante anche poter disporre di una pagina Facebook, magari creando anche qualche evento nel momento in cui deciderete di realizzare una serata speciale, in compagnia degli ospiti. Ovvio che un’attività del genere richiede anche una buona dose di spazio. Se vivete in un appartamento dalle dimensioni limitate forse non è il caso di gettarvi in quest’avventura. La qualità del cibo è importante ma i vostri amici e coloro che verranno a farvi visita dovranno sentirsi a proprio agio.

Social eating e social restaurant

L’home restaurant ha portato alla nascita di nuovi termini che, nei prossimi anni, potrebbero diventare sempre più comuni. Il social eating ed il social restaurant rappresentano la nuova frontiera nell’ambito della ristorazione. Ospitando amici ed altre persone a casa propria si ha la possibilità di conoscere nuove persone. Insomma, tutto diventa social e tutto può essere condiviso.

Le leggi

Dal punto di vista legislativo è giusto sottolineare che non esiste alcuna norma specifica in materia di home restaurant. Questo, però, non significa che sia vietato adottare questa pratica, né che se ne debba abusare. In ogni caso, sebbene in Italia ci siano disposizioni molto rigide in merito alle licenze necessarie per occuparsi della somministrazione di bevande e alimenti, nessuno potrà mai impedirvi di invitare a casa vostra amici o altre persone per far gustare loro le vostre migliori pietanze.

E’ bene, dunque, sottolineare che non è necessario procedere all’apertura di una Partita Iva. Per l’home restaurant è possibile fare ricorso alla ritenuta occasionale, utilizzabile per importi inferiori a 5.000 euro. Di conseguenza, non è necessario iscriversi presso la Camera di Commercio né presentare una documentazione al Comune di residenza. Non serve nemmeno l’autorizzazione da parte dell’Azienda Sanitaria Locale. Chiariamo sin da subito che con quest’attività non è possibile ottenere un vero e proprio stipendio. Ci sono, però, buone possibilità di arrotondare visto che le uniche spese sono quelle relative all’acquisto dei prodotti da utilizzare nella preparazione delle pietanze. Non ci sono tasse da pagare, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ne derivano. Se proprio volete fare le cose per il verso giusto, allora potreste pensare di seguire uno dei corsi finalizzati proprio all’acquisizione di quelle competenze necessarie per somministrare al pubblico bevande ed alimenti. Si tratta di una scelta facoltativa che, però, si potrebbe rivelare utile nel caso in cui un giorno vogliate cimentarvi con qualcosa di più grande e impegnativo di un home restaurant.

Ristoranti

Valori nutrizionali della pizza

Valori nutrizionali della pizza

fette pizzaLa pizza è una delle bandiere del made in Italy, si tratta di uno degli alimenti più conosciuti ed apprezzati a livello globale e nel nostro Paese possiamo gustare la pizza più buona del mondo.

Quasi tutti amano la pizza, anche per la sua versatilità, è possibile prepararla in infinite varianti, anche se la classica Margherita resta intramontabile.

Ci sono tantissime diverse scuole di pensiero sulla pizza, sia per quanto riguarda la preparazione dell’impasto, la sua cottura, e i condimenti, che come detto vedono come unico limite la fantasia dei pizzaioli.

La pizza piace praticamente a tutti, e noi Italiani ne mangiamo tantissima, anche se non arriviamo ai livelli degli americani.

Spesso si pensa che mangiare una pizza, e magari un po’ di insalata di contorno, rappresenti un pasto leggero, e tutto sommato dietetico, in realtà molto dipende dalla dimensione della pizza, e da come questa è condita.

Cerchiamo di dare qualche numero, così da fare un po’ di chiarezza sui valori nutrizionali di questo amatissimo alimento.

Le calorie della Pizza Margherita

In una fetta di Pizza Margherita ci sono circa 200 calorie; è costituita da un 17% grassi, 68% carboidrati e 14% proteine. Come vedete non è propriamente dietetica, ma di certo 200 calorie non rappresentano un grosso problema. Cosa succede però se non ci si accontenta di una fetta, ma ci si mangia una pizza intera?

Come accennato molto dipende dalla dimensione: una pizza piccola, con un diametro di appena 20cm può arrivare a poco più di 700 calorie.

Una pizza con un diametro da 30cm supera le 1600 calorie, mentre se vi divorate una grande pizza, con 40cm di diametro, le calorie saranno circa 2800. Insomma dopo averla finita dovrete di corsa iscrivervi in palestra.

Le calorie della Pizza al prosciutto

calorieLa Pizza Margherita non è la più calorica, una pizza al prosciutto con un diametro di circa 30cm arriva a 1900 calorie, mentre una da 40cm di diametro si ferma poco sotto le 2900.

Molto dipende in realtà, più che dal prosciutto usato, dalla quantità di mozzarella o altri formaggi.

Pizza con formaggio e verdure

Come abbiamo visto la versatilità della pizza è pressoché infinita. Una pizza ai 4 formaggi rischia di essere una bomba calorica, una con le verdure, magari crude o grigliate, può invece avere valori nutrizionali piuttosto equilibrati e un numero di calorie accettabili.

Una Pizza con formaggio e verdure di medie dimensioni, può avere circa 2250 calorie, mentre una grande, di circa 40cm di diametro, supererà abbondantemente le 3000 calorie.

Qualunque pizza scegliate fate poi molta attenzione ad eventuali aggiunte, come sale o olio a crudo.

Se la pizza contiene solo ingredienti di qualità, è in genere un buon alimento, ma come abbiamo visto, per chi ha problemi di linea non è certo la scelta migliore.

Se la amate incondizionatamente scegliete quelle non troppo grandi, e magari senza formaggio, per il resto buon appetito!

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Ristoranti vegani e vegetariani

Ristoranti vegani e vegetariani

La sensibilità nei confronti degli animali è in continuo aumento, così come anche l’attenzione per salute, benessere e forma fisica. Sempre più persone decidono di diventare vegetariane, o vegane, e si moltiplicano di conseguenza anche i ristoranti che si rivolgono, in particolare, a questa clientela.

Se non avete grande dimestichezza con queste tematiche, per prima cosa è bene definire quali sono le differenze tra vegano e vegetariano, e di conseguenza anche tra ristoranti con menù vegani o vegetariani.

Differenza tra vegano e vegetariano

veganoCi sono parecchie differenze tra essere vegano o essere vegetariano, e nel mezzo ci sono infinite variazioni sul tema. La differenza sostanziale è però che i vegetariani non mangiano carne, mentre i vegani (o vegetaliani), rifiutano tutti i cibi e i prodotti di origine animale.

L’obiettivo dei vegani è quello di non far soffrire gli animali, non solo evitando di ucciderli per mangiarli, ma anche evitando di sfruttarli per le nostre esigenze. I vegani quindi oltre a non mangiare carne e pesce non includono nella loro dieta neppure uova, formaggio, miele, e qualsiasi altro alimento d’origine animale.

Sia i vegetariani che i vegani evitano poi, in genere, di usare tutti i prodotti, come capi d’abbigliamento o cosmetici realizzati con parti d’animale o testati su di loro. Niente pellicce, seta, capi in lana o piumini d’oca.

Ci sono poi, come accennato, molte varianti, come i semivegetariani, che evitano solo le carni rosse, gli ovo vegetariani che eliminano tutti gli alimenti animali tranne le uova; i latteovegetariani che oltre a vegetali mangiano i derivati del latte; i crudisti, che mangiano solo alimenti a crudo, i fruttariani, che si nutrono solo di frutta, ecc.

Cosa mangiare in un ristorante vegano

Ora che (forse) avete le idee un po’ più chiare su questo mondo, vediamo un ipotetico menù di ristorante vegano, per capire come questa scelta alimentare (e di vita) non sia poi così restrittiva (e triste) come molti potrebbero pensare.

Si possono preparare gustosi manicaretti, anche evitando del tutto i prodotti d’origine animale, vediamone subito un esempio.

Menù vegano

  • Pappa al pomodoro
  • Zuppa di farro alla toscana
  • Samosa di verdure con purea di melanzane affumicate
  • Bocconcini di seitan con spezzatino di verdure stufate
  • Involtini di melanzane grigliate con tofu al basilico su purea di patate
  • Panzanella con pane raffermo, pomodorini e cipolla rossa di Tropea

Menù vegetariano

  • Risotto allo zafferano con crema al Parmigiano
  • Raviolo cacio e pepe con tartufo bianco
  • Uovo al tegamino con salsa al parmigiano
  • Tagliere di formaggi con crostini alle erbe
  • Crema di carote con castagne al vino e amaretti
  • Verdure saltate e/o fritte

Anche se siete dei convinti carnivori, un po’ di fame scommetto che v’è venuta. La cucina vegana, così come quella vegetariana può essere molto saporita ed appagante.

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